lunedì 26 maggio 2008

Dal vago sapore


Dopo un mese di torte di verdura - nn rinnego nulla, per carità, le mie sono ottime, però avete notato come si diventi gastronomicamente seriali quando nn si è in forma? - ora finalmente mi sono sbloccato e sto riavviando la buona pratica del cucinare vario e appena posso.

Sabato: scampi grigliati e sashimi di salmone scozzese; questo invece è successo domenica: mazzancolle sgusciate appena scottate in abbondante zuppa di miso, raffreddate, private della testa e poi tagliate a tartare. Con la zuppa ho bagnato il riso Acquarello tostato in compagnia di un allegro soffritto di scalogno, aglio giovane, menta e timo; poco prima di togliere dal fuoco l'ormai risotto dal vago sapore oriental-ittico, prima della canonica mantecatura al parmigiano, butto lì un zucchino tenero a brunoise per una veloce appassitura. Servo con un coreografico e opportuno pizzico di cinq épices.

Dopo il bis di risotto tolgo dal forno la trevigiana e i finocchi tagliati sottili messi a cuocere sotto il grill dopo averli irrorati di olio aromatizzato alle erbe, aglio e zenzero. Metto per bene le verdure nel piatto e le affianco con un paio di quenelle di mazzancolle, che ognuno sceglie se condire con olio e pepe.

Poi la sera abbiamo preso una pizza, però stamattina alle 8:00 sfilettavo fischiettando un dentice che ora marina tranquillo nel frigo.

Si riparteeee!

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