venerdì 8 dicembre 2006

Un po' di arretrato

Una cena con Cesari a casa di BRD, un pranzo da Aimo e Nadia e una cena-cover chez nous.

Ma andiamo con ordine... La gentilezza di BRD di invitarci a cena a casa sua con ospiti anche due tra i ristoratori più quotati della città è stata superata solo dalle bottiglie di vino australiano che ha aperto, fantastico! I ristoratori sono una categoria con cui avere una conversazione mi risulta estremamente gradito: cibo, vino, cultura, storia, territorio e tradizione si intrecciano in mille discorsi e scambi di idee, grazie B!

Il Luogo era nella lista dei ristoranti in cui capitare... meglio prima che poi. Contemporaneamente esperienza sensoriale e vero pranzo (nel senso che ti alzi dal tavolo sazio), credo una delle migliori e complete occasioni di gastronomica goduria della mia vita: perfetto.

La cena-cover è stata una logica conseguenza al desiderio che quanto provato alcuni giorni prima a Milano continuasse. Ecco allora il mio tataki di tonno con cipolle stufate (http://pigochef.pbwiki.com/Tonno) e un'inedito millefoglie di carta di seppie e cozze (qui si rasenta la metafisica, ma la carta di pesce è una cover - molto personalizzata per mancanza di mezzi - del genio di Cracco).
Un ragù di pesce (fumetto con palamita, orata, capperi, pinoli, pomodorini freschi pelati, finocchietto selvatico, basilico) hanno supportato dei ravioli di gamberi rossi cotti un poco (saltati in padella 40" con 5 epices, scalogno, poca menta, timo poi tritati al coltello). La pasta l'ho fatta io con le proporzioni di Mario Ferrara: 1 a 0,6, dove 0,6 vale per 0,25 solo tuorli e 0,35 uova intere).
A seguire la classica orata cotta lato pelle in padella e servita con un semifreddo di rapa rossa (messo sopra a quenelle, sciogliendosi bagna il pescino tracciando rivoli rossi sulla carne bianca...). Come contorno carciofi stufati - poco - e un tortino di patate e topinanbur, che è la sua stagione.
Il dolce, la cover delle cover, un frullato di caco alla vaniglia con quenelle di formaggio caprino e burrata con mandorle tritate al coltello. Decorava la ciotola una tegolina di mandorle tritate e zucchero mascobado.

Sui vini, as usual nn capendone un piffero, non mi pronuncio tranne ricordarne poi la soavità, però vorrei ricordare l'estrema opportunità dell'acqua minerale Helsenham regalatami per l'occasione da Mic che in quanto a futilità necessarie è una maestra (http://www.distyle.it/multimedia/prodotti/pdf/30.pdf).

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